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A volte il silenzio è di platino e tenere le mani in tasca non è maleducazione

Brevemente, più uno sfogo che altro.
Oggi, in tutto il Paese (uso ancora la ‘P’ maiuscola, ostinatamente) è lutto nazionale.

Secondo il dizionario il termine ‘lutto’ ha questo significato: sentimento di vivo dolore che si prova per la morte di qualcuno o per gravi disgrazie.
E’ morta tanta gente in un incidente orribile, la nazione è a lutto. E basta.
Dico ‘e basta’, perchè trovo sempre più repellente tutto il tendone da circo che va a circoscrivere un dolore che non voglio nemmeno lontanamente immaginare. Lo dico da giornalista. Lo dico perchè inquadrare, riprendere, fotografare i genitori di un bambino morto triturato dalle lamiere di un pullman non aggiunge nulla.
Toglie.
E dico anche ‘e basta’ perchè sempre di più trovo insopportabile questa oscena abitudine di applaudire il passaggio dei feretri.
Un sentimento di vivo dolore dovrebbe poterlo urlare solo chi ha perso un pezzo di sè: noi altri facciamo silenzio, teniamo le mani in tasca e facciamo meno rumore possibile.

 

 

 

CC BY-NC-ND 4.0 A volte il silenzio è di platino e tenere le mani in tasca non è maleducazione by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

6 pensieri su “A volte il silenzio è di platino e tenere le mani in tasca non è maleducazione

  1. Oggi Radio 24 ha modificato il suo palinsesto per seguire i funerali. Se fossi minimamente religioso, potrei dirti che non abbiamo a temere il regno di Satana, perchè ci viviamo da anni.

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