GTT war/Ovvero: è giusto pagare il biglietto?

Premessa: sono un po’ incazzato, ma ragiono ancora.

Viaggio con i mezzi da un bel pezzo ormai, e posso considerarmi un veterano. Per parecchi anni ho anche fatto il pendolare con il treno, esperienza che per certi versi può essere definita eroico formativa. Negli anni ho visto di tutto, ma non penso di poter essere smentito quando dico che il servizio di trasporto pubblico, nella mia Torino, è peggiorato. Assai peggiorato.

Con gli altri due del podcast parliamo spesso di GTT con termini non riferibili, ma alla fine delle discussioni le nostre braccia si alzano perché ‘tanto è così’.

Però io mi chiedo: è giusto pagare il biglietto?

Mi spiego: nelle ore di punta alcune linee urbane assumono le sembianze di carri bestiame, la gente è stipata al limite del soffocamento, d’estate si muore di caldo e d’inverno si può trovare conforto solo grazie all’effetto stalla derivante dai corpi e dai respiri degli altri. Non è un bel modo di spostarsi.

MA, al di là di questo, parliamo di soldi: questa mattina ho dovuto saltare tre pullman. Tre pullman saltati per un totale di 24 minuti di attesa alla fermata. Il freddo è un’altra variabile ma lasciamo perdere e parliamo proprio solo di soldi. Se è vero che il tempo [lavorativo] è denaro, se è vero che vengo pagato in base al tempo che dedico a un lavoro, se è vero che arrivare in ritardo può costituire un danno economico, la mia domanda è: è davvero giusto pagare il biglietto?

Parlando in termini di Giustizia secondo me no, e mi spingo un po’ oltre: avremmo tutti diritto a un risarcimento. Perché i miei 24 minuti di attesa alla fermata sono i miei dannati 24 minuti, e se non mi si mette in condizione di viaggiare quei dannati 24 minuti sono stati buttati via.

Guardate che non è una provocazione, non alzate gli occhi al cielo: è una cosa seria. È il mio tempo, è il vostro tempo: perché non deve avere un valore?

Sto naturalmente parlando dei casi in cui il disservizio è reale e provoca un disagio, sia chiaro.

‘Tanto è così’ non è una risposta accettabile.

Proveremo a sentire GTT, e vediamo cosa ci dicono.

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