Signora mia la scuola sta finendo, gaudeamus igitur!
Certo, è innegabile il sollievo di sbarazzarsi per qualche mese di compiti, verifiche e cartelle (anche se ora si chiamano zaini, chiamarle cartelle è da loser). Ma, diciamoci la verità, l’estate è bella solo se non sei un esercente della responsabilità genitoriale.
Perché non appena suona la campanella dell’ultimo giorno di scuola, e sei un genitore che lavora, sono solo ca.. affari tuoi!
Ma come? Non hai 71 giorni (weekend esclusi) di ferie per poter stare con i tuoi cuccioli d’amore? In-cre-di-bi-le.
Beh, hai voluto riprodurti? Ora arrangiati.
Già da maggio iniziano i primi, timidi, messaggi nella ChatDiClasse: Chi va a questo centro estivo? E che settimane? Li iscrivi tu? Io? E Le caparre? Speriamo ce li mettano nello stesso gruppo…
Quindi pronti via, eccoci in un tourbillon sudaticcio e al profumo di antizanzare di centri estivi di ogni genere e sorta, ma che sostanzialmente si dividono in tre grosse macro-categorie:
- Carrozzone classico e consolidato che si colloca nei grossi parchi urbani, con organizzazione para-militare, braccialetto elettronico e programma settimanale che sembra un campo di addestramento nord coreano. Accetta solo pistole d’acqua di ordinanza.
- Centro piccolo e sincero, stile oratorio, caratterizzato da cucina casalinga con abuso di pasta al pomodoro (che però piace sempre) e ha animatori giovani, ma così giovani, che a volte non li distingui dagli iscritti. Il programma settimanale è, più che altro, un suggerimento non vincolante. No braccialetti elettronici, sì preghiera obbligatoria prima del pasto. Va bene qualsiasi pistola d’acqua, alla peggio ricicliamo i contenitori delle mozzarelle del pranzo.
- Boutique-centre super di nicchia che si pregia di far vivere esperienze immersive: riconnettersi con la natura, liberare il tuo giovane ceramista interiore, yoga retreat bordo Po (nutria-watching compreso). No braccialetto, no preghiera obbligatoria, ma costo esorbitante e orario di apertura giornaliero inferiore a quello di un ufficio postale. Ovviamente giammai pistole d’acqua, solo campane tibetane.
L’organizzazione estiva non è un affare per deboli di cuore, mi sembra sia chiaro. E non importa quale centro sceglierai, economico, caro, vicino, lontano, immersivo, sovversivo… ci sarà sempre un’unica certezza: qualunque esso sia, ad agosto sarà chiuso.
L’estate non è per deboli di cuore by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.



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