Blog

Elogio del principiante [e delle foto brutte]

Leggendo il post di questo blog  mi sono detto: toh, parlano di me. Vi si narra l’immaginaria serata in cui un vero fotografo di quelli bravi, cazzuti e duri demolisce senza pietà le aspettative di un suo amico [?] che ha deciso di cimentarsi nell’ars fotografica.
Non solo demolisce le sue aspettative, ma anche la reflex che l’amico con tanto orgoglio gli ha fatto vedere. Gliela rompe, e poi torna a sedersi e a gustare la sua bruschetta, giudicando pessima anche quest’ultima e chiudendo così in modo davvero cool e significativo.
Ora, il post è chiaramente satirico ma indicativo.
Si intitola ‘Gli aspiranti fotografi hanno rotto il cazzo’, ed elenca più o meno tutti gli atteggiamenti del principiante che usa una reflex da cinque minuti. E’ anche ben scritto, tra l’altro.
Mi ci sono ritrovato assai: sono un principiante che si diverte fotografando in primissimo piano dettagli del tutto banali, e in vacanza certamente fotograferò il mare e i tramonti, e la mia famiglia, gli amici e magari anche qualche piatto, toh, hai visto mai. Cercherò inquadrature strane e farò cazzate immani pensando di aver composto uno scatto fighissimo.
Però è la roba che voglio fotografare io. E’ mia. Sono i miei primissimi piani dei pomodori nell’orto, il mio periodo di vacanza, i miei tramonti e la mia famiglia.
Guardate che lo so che fa più figo dire che è da perdenti e che è meglio lasciare perdere, che fa ridere, ma leggendo certi articoli mi rimane sempre il dubbio che si debba essere sempre professionisti in tutto. Sempre, e in tutto. E per forza.
E’ un po’ come la vecchia diatriba [ma vecchia, ma vecchia…] tra i cultori della musica indie e quelli che ascoltano musica ‘commerciale’. Che palle, no?
Poco tempo fa mi sono sorpreso a rompere l’anima a mia figlia dicendole: “Guarda che con questo telefonino puoi fare delle foto discrete, dai retta: imposta così l’inquadratura e poi magari…” E lì mi sono fermato, perchè ho visto nello sguardo di mia figlia un eloquente ‘E che palle: voglio fare una foto a me e al cane per mandarla a un’amica: devi farla tanto lunga?’.
L’ho fatta brevissima, le ho ridato il cellulare.
Mi piace essere un principiante e mi piace la mia reflex. La fotografia non sarà [proprio] mai il mio mestiere ma credo di aver fatto qualche scatto decente anche senza avere a mente ogni particolare tecnico che parla di bilanciamento del bianco, della regola dei terzi o della profondità di campo.
E se invece le mie foto fanno schifo, vabè, amen: se è sopportabile per me penso lo possa essere per tutti.

CC BY-NC-ND 4.0 Elogio del principiante [e delle foto brutte] by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

3 pensieri su “Elogio del principiante [e delle foto brutte]

  1. Bresson diceva che "le tue prime 10mila fotografie saranno le peggiori": già arrivare a 10mila e 1 è un traguardo. Buon percorso!

  2. Sacrosanto. E sacrosanta pure la rottura di cazzo (*). Perché il problema, al-giorno-d'oggi, non é tanto lo scattare, quanto il condividere aspettando la doverosa spolverata di ipocrisia: Facebük é il regno dei sorrisini di circostanza (Le coltellate, probabilmente, viaggiano su Wazzap). I nostri padri hanno riempito armadi di foto, diapo e filmini che rimanevano – grazie al cielo – privati. E quindi bellissimi. Comunque le tue foto sono fichissime. Davvero.

    (*) scusa, ma a scrivere "caxxo" o "ca@@o" proprio non ce la faccio. pane al pane.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.