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Un Salvagente per 67 persone già affogate una volta

Questo più che un post è una richiesta che faccio a tutti i miei amici, (oltre che ai milioni che quotidianamente mi leggono…).
Conoscete Libera? Sì? Bene! No? Libera è una associazione di promozione sociale, riconosciuta dal Ministero dell’interno, dedita a sollecitare e coordinare la società civile contro tutte le mafie e favorire la creazione e lo sviluppo di una comunità alternativa alle mafie stesse.
Da gennaio è partito un progetto di Libera, finanziato dall’Unione Europea, chiamato Salvagente: durerà due anni, e si occuperà principalmente dei testimoni di giustizia.
Nel dettaglio: il Programma Salvagente sperimenta un modello di impegno civile sul territorio nazionale contribuendo a disegnare le basi di una difesa popolare nonviolenta per l’Unione Europea. 
Potrà contare su un’equipe multidisciplinare di giovani professionisti e volontari con sede operativa a Torino.Il modello di intervento si struttura su tre dimensioni:


1.      Accompagnamento relazionale: attraverso l’ascolto attivo, il counselling, la tessitura di una rete di relazioni sociali, la solidarietà di prossimità, si riesce ad essere concretamente presenti e vicini aiutando a rompere il senso di solitudine e a ridare fiducia. 2.      Scorta non armata: in situazioni di rischio estremo la presenza di una scorta civile, anche in presenza del programma ufficiale di protezione, diminuisce il rischio di aggressione. 3.      Strategia comunicativa: l’azione è tesa a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sui Testimoni di Giustizia tutelando in questo modo anche la loro incolumità. L’azione congiunta di testimonianza pubblica inoltre promuove il percorso di trasformazione da vittime passive ad attori sociali.

Sapete quanti sono i Testimoni di Giustizia?

67.

Sono “Coloro che, senza aver fatto parte di organizzazioni criminali- anzi essendone a volte vittime, hanno sentito il dovere di testimoniare per ragioni di sensibilità istituzionale e rispetto delle esigenze della collettività, esponendo se stessi e le loro famiglie alle “reazioni degli accusati e alle intimidazioni della delinquenza”. (L. 45/2001)

Sono le persone che in Italia quotidianamente si trovano vittima di ritorsione criminale a causa della propria attività di denuncia e testimonianza: giornalisti, imprenditori, commercianti a cui non sono garantiti diritti essenziali riguardanti la propria incolumità.
Sono “Difensori dei Diritti Umani” (HDR) ovvero coloro che  “promuovono e proteggono diritti umani riconosciuti e libertà fondamentali insieme alla protezione e realizzazione di diritti economici sociali e culturali” (linee guida dell’Unione Europea)
Sono cittadini con un ragguardevole merito civile il cui impegno da un senso più profondo al 20° anniversario della cittadinanza europea introdotta dal trattato di Maastricht nel 1993.


cosa sono? Sono dei mattoncini piccoli piccoli che reggono un peso enorme e pressioni inimmaginabili; mattoncini che contribuiscono a tenere in piedi quella diga piena di crepe che è il nostro Stato: di qua noi cittadini, poi la diga, e di là tutto il malaffare, i traffici, le consorterie, le mafie.

67 mattoncini.

A me il compito di coordinare la comunicazione di questo progetto e di narrare questa difficile, straordinaria storia.
Vi chiedo di sostenere questo progetto intanto cliccando QUI e mettendo un bel ‘Mi piace’.
Perchè è bello, no? E’ un bel progetto, e vi sto chiedendo di sostenerlo.
In cambio, prometto di tenervi aggiornati  anche su questo blog che mi piace mettere a disposizione per raccontare di questi mattoncini e di questo Salvagente che li vuole supportare.

Grazie.

 

 

 

CC BY-NC-ND 4.0 Un Salvagente per 67 persone già affogate una volta by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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