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Per una volta stiamo sul pezzo: Fedez

Va bene, forse i tempi richiedono che anche qui si stia un po’ sul pezzo più attuale, diciamo. Ieri, al concerto del 1 Maggio, Fedez ha fatto un discorso molto politico che di fatto sputtanava pubblicamente alcuni esponenti della Lega leggendo le loro dichiarazioni omofobe.

Uno di questi soggetti, di cui non ricordo il nome [ma anche fosse…] ha addirittura detto che se avesse avuto un figlio gay lo avrebbe messo nel forno.

Son sparate di gente con pochi neuroni, persone la cui psiche ha subito da qualche parte nella vita un forte scossone che ha causato danni devastanti.

Lasciamoli lì [ma teniamoli d’occhio, eh]

Visto che siamo convintamente/evidentemente/assolutamente/selvaggiamente a favore del DDL Zan, applaudo Fedez senza riserve ma con molte domande. Non per lui che ha fatto il suo mestiere e ha agito secondo coscienza, ma per quel che resta di quella cosa chiamata Sinistra in Italia.

Dal Segretario Nazionale del PD in giù c’è stato un coro unanime di applausi, di ‘Era ora’, di ‘Sì, avanti così’.

Ma ‘avanti così’ cosa. Cosa.

Lasciano l’eredità della migliore sinistra che l’Europa abbia avuto dal dopoguerra in mano a Fedez, e ancora parlano?

Oh, attenzione, non sto mica dicendo che Fedez abbia colpe, anzi: mi spingo a dire che forse è davvero il momento di lasciare perdere anche le ultime, novecentesche diatribe interne e lasciare in mano un pensiero di sinistra a chi almeno qualcosa di sinistra la dice.

E se fosse davvero questo, il futuro del pensiero di sinistra?

Pensate scherzi? Beh, no. Non scherzo.

CC BY-NC-ND 4.0 Per una volta stiamo sul pezzo: Fedez by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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