Blog

Mia la vita, mio il dolore, mia la fine [e che si sappia]

Sono stato poco tempo fa ai funerali della mamma di un mio amico, Davide. Più che un amico è un buon conoscente, un ragazzo di Acmos, ma ho tenuto ad esserci per lui ed anche per la storia che sta dietro la morte di sua mamma; una storia di sofferenza, di ingiustizia.

Susanna Zambruno è morta in Svizzera perché in Italia non le era permesso.

Ammalata di sclerosi multipla allo stadio terminale era costretta su una sedia a rotelle da più di un decennio e nell’ultimo periodo non riusciva neanche più a mangiare.

Ha scelto quindi di andare in un altro paese, quasi di nascosto, per poter porre fine alle SUE sofferenze.

Mentre assistevo al funerale, mi è venuto in mente quanto ho scritto tempo fa sulla questione del proprio corpo e di come ci sia chi, dall’esterno, si arroga ancora oggi il diritto di poter giudicare [e legiferare!] come disporne.

Lo trovo francamente intollerabile.

Voglio quindi sostenere, a nome di Davide, di sua mamma e di tutti coloro che lucidamente hanno deciso di porre fine alle proprie sofferenze la petizione di Change.org, perché penso che chi soffre abbia il diritto, questo sì certamente sacro, di poter decidere come e quando finire il proprio doloroso cammino.

Badate, questa petizione non entra nel merito del fine vita, ma chiede che la RAI, il servizio televisivo pubblico, racconti la storia di Susanna.

Mi sembra giusto, e vi chiedo di firmarla.

CC BY-NC-ND 4.0 Mia la vita, mio il dolore, mia la fine [e che si sappia] by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.