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Un assaggio del 39° TFF

Venerdì scorso è cominciato il 39° Torino Film Festival, finalmente in presenza, dopo un anno di pausa nel 2020, per colpa del Covid. In questo weekend ho visto 9 film, che rappresentano solo una porzione estremamente limitata, di un programma sempre ricco di proposte. Per adesso il bilancio è di 5 positivi e 4 negativi.

Comincio dagli ultimi, che sconsiglio: il peggiore, secondo me, è “Staffroom”, un film croato ambientato in una scuola, dove la protagonista, ultima arrivata, si trova a finire in mezzo ai conflitti tra preside, docenti e genitori. Una noia prolissa. Poi considero “The noise of the engines”, un film canadese che ha per protagonista un giovane doganiere che torna al paese natale e finisce accusato di aver appeso dei disegni osceni sulla porta della chiesa (!!!): la chiave grottesca sarebbe anche interessante, ma la storia non sta proprio in piedi. Meno peggio, ma comunque nulla di clamoroso per “Le cour noi des forets” con due adolescenti che si nascondono in un bosco e concepiscono un figlio; stesso giudizio per “Natural light”, ambientato in Ungheria durante la seconda guerra mondiale: troppo buio, molto lento e con una storia che sfugge a tratti alla comprensione.

Tra le note positive, invece: “Piccolo corpo”, la storia di una giovane donna che partorisce una bambina morta ai primi del Novecento, ma non si rassegna all’idea che la bimba vada nel Limbo, così intraprende un lungo viaggio, per sottoporla a un rito magico. Poi “Le monde apres nous”, la storia di un giovane scrittore che per campare fa il rider, che si innamora a prima vista di una ragazza e fa di tutto per conquistarla: film leggero e gradevole. Invece decisamente disturbante, ma dal grande fascino, “Coming home in the dark”, thriller neozelandese in cui una famiglia di 4 persone, si ritrova vittima di una coppia di violenti assassini. Riflessione sul cinema e sull’amore, con “Bergman island” (che esce nelle sale il 7 dicembre), ambientato sull’isola di Faro, che fu l’ultima dimora del grande regista svedese Ingmar Bergman. In conclusione “Inmersion”, thriller cileno con un sempre bravo Alfredo Castro, ambientato su una barca in un lago.

Comunque queste restano suggestioni, il Festival dura fino al prossimo weekend. Buone visioni e buon divertimento!

CC BY-NC-ND 4.0 Un assaggio del 39° TFF by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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