Se lo sai e lo fai, ci sei o ci fai?

Ogni tanto spunta fuori un pezzo come questo, in cui si lancia un ‘allarme’ per intossicazioni di vario genere legati a qualche partita di würstel.

Cito:

Dal 2020 l’Italia ha a che fare con una serie di casi di listeria, grave malattia che colpisce chi mangia alimenti contaminati, provocati dallo stesso ceppo batterico (l’St 155). Negli ultimi mesi ci sarebbero stati, dicono dal ministero alla Salute “tre decessi di persone in condizioni di fragilità per età e patologie concomitanti”. Due di questi erano già noti all’inizio di luglio e sono avvenuti tra Lombardia ed Emilia-Romagna. I casi invece, in base agli approfondimenti di un gruppo di lavoro creato per fronteggiare l’emergenza, sarebbero stati 66, una parte dei quali sono finiti in ospedale.

Ma non mi dire.

Sia chiaro, spiace per chi è stato male o è addirittura morto. Ci mancherebbe. Però, però, però.

Esiste Internet da un pezzo, se le cose si vogliono conoscere basta un click. Un solo click su Google e si possono capire tante cose, tipo questa:

I würstel stanno alla carne come il truciolato sta al legno. Gli hot dog industriali infatti non sono altro che un miscuglio di scarti – in genere di tessuti muscolari ma che possono includere anche cartilagini e residui di altro tipo – macinati assieme e condensati.
Nella produzione industriale di buona parte dei würstel di maiale e in quasi la totalità di quelli di pollo o di tacchino, si parla addirittura di carni separate meccanicamente. Questo processo ha come fine
l’ “ottimizzazione”: i resti delle carcasse vengono fatte passare direttamente all’interno di presse speciali e attraverso setacci molto fini per eliminare i residui di ossa troppo grandi.
Il composto così ottenuto non ha un sapore particolarmente marcato e per questo motivo vengono aggiunti sale, sciroppo di mais e sostanze che esaltano gli aromi. Anche crocchette, polpette, cordon bleu e a volte persino il ripieno dei tortellini possono essere realizzati a partire da questa melma, basta mescolarci additivi diversi. L’aggiunta di amido e altri trattamenti successivi servono invece per addensare il tutto. Il risultato è una poltiglia marroncina o rosata chiamata anche pink slime (melma rosa).
Dopo altri procedimenti .per indurirli e la rimozione del tessuto contenitivo, i würstel sono pronti per essere mangiati.

Quindi, amici belli, noi lo sappiamo che i würstel sono generalmente fatti a merda.

Non c’è nessun allarme da lanciare, c’è da non mangiarli.

“Ma sono buoni!”, dice la vox populi.

E allora mangiali, e tanti auguri.

CC BY-NC-ND 4.0 Se lo sai e lo fai, ci sei o ci fai? by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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