Passages

Tomas (F. Rogowski) regista tedesco è sposato con Martin (B. Whishaw), che si occupa di grafiche, stampe e incisioni. Entrambi vivono a Parigi, in un bell’appartamento. Quando Tomas conclude le riprese del suo ultimo film e incontra Aghate (A. Exarchopoulos) è attrazione al primo sguardo: i due finiscono a letto insieme. Nei giorni successivi, Tomas è talmente coinvolto da sospettare, con suo grande stupore, di essere sul punto di innamorarsi della ragazza. Ne parla con Martin, i due cercano un equilibrio senza trovarlo, tra fughe (in avanti) e passi indietro: a un certo punto balena l’idea di un ménage à trois. Potrà funzionare?

Ira Sachs torna a parlare di sentimenti, ma questa volta non coi toni delicati e senili di “Love is strange”, sua pellicola del 2014. Qui c’è la passione e l’irrequietudine, la complicità e la rabbia, la gelosia e il perdono. Potrebbe essere scambiato per un film sull’oggi, il tema del poliamore è attuale. In realtà non ha epoca, perchè parla di qualcosa che esiste da sempre: l’incontro di esseri umani deboli, che non riescono a stare insieme. Qui capita perchè fondamentalmente Tomas è un bambino narcisista e stronzo, al netto di alcune pontificazioni lette su Mymovies.it. Rogowski è comunque bravo, come anche Whishaw, dallo sguardo apparentemente fragile eppure così penetrante e la Exarchopoulos chiude degnamente il trio.

Vietato ai minori di 14 anni, le scene di sesso esplicito non mancano; forse a volte c’è troppa insistenza viscerale sui personaggi che vengono braccati da vicino, in alcune sequenze dilatate oltre mondo, ma non è un film che lascia indifferenti. Buona visione!

CC BY-NC-ND 4.0 Passages by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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