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Meglio fuori che dentro, ovvero quanto vorrei essere Newyorkese in questo Ottobre

Deve essere bello vivere a New York: perlomeno, a me pare una bella cosa di per sè.
In questo mese ancora di più, per via di ‘better out than in’, il nuovo progetto di Banksy.
Non so se lui (o lei) sia un genio, e non so nemmeno cosa sia il genio: ‘geniale’ è un termine talmente abusato da essere utilizzato persino per il calcio.
Il dizionario dice del termine: sommo ingegno; facoltà creatrice; persona dotata di grande ingegno.
Nel caso di Banksy, la definizione corrisponde perfettamente.
Per chi non lo conoscesse, ecco chi è (Fonte: Wikipedia):

Bansky è uno dei maggiori esponenti della street art. Si sa di lui che è cresciuto a Bristol ma la sua vera identità è tenuta nascosta. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l’etica. La tecnica che preferisce per i suoi lavori di guerrilla art è da sempre lo stencil, che proprio con Banksy è arrivato a riscuotere un successo sempre maggiore presso street artist di tutto il mondo. I suoi stencil hanno cominciato ad apparire proprio a Bristol, poi a Londra, in particolare nelle zone a nordest, e a seguire nelle maggiori capitali europee, notevolmente non solo sui muri delle strade, ma anche nei posti più impensati come le gabbie dello zoo di Barcellona.

 
Ora: l’artista in questione tratta temi permanentemente sociali, e lo fa con un’aggressività che per alcuni, se non per molti, potrebbe risultare eccessivamente schierata se non disturbante.
La rivisitazione della celebre foto della bambina vietnamita scattata da Nick Ut ne è un esempio: è devastante.
‘Better out than in’, quindi: ogni giorno Banksy realizzerà un disegno in una zona di New York e lo pubblicherà sul sito banksyny.com. E non solo: l’artista allestirà anche delle vere e proprie installazioni viventi che assumono il carattere di vere e proprie performance, come questa:

O questa:

Banksy ha spiegato che si lascerà ispirare girando per la città. Ha anche aggiunto che «non c’è assolutamente nessuna ragione per fare questo spettacolo. È senza senso. E spero che questo voglia dire qualcosa».
Credo sia questo il punto (comunque lo è per me): Banksy non rimane fermo in uno studio a dipingere/suonare/…ma modifica la realtà circostante identificando dei punti precisi, fisici, sui quali interviene trasformandoli in opere d’arte. Così, se la sua attenzione viene attirata dal particolare di un muro, un particolare che nessuno passando degnerebbe di uno sguardo ecco cosa succede:
Ora vi lascio con qualche esempio di quanto Banksy stia facendo a NY, con la speranza che anche voi possiate apprezzare un artista vero, puro, credo pulito fino a prova contraria.
Che peccato non essere newyorkese in questo ottobre.

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CC BY-NC-ND 4.0 Meglio fuori che dentro, ovvero quanto vorrei essere Newyorkese in questo Ottobre by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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