Da alcune settimane, Netflix ha distribuito due serie italiane, di cui ho deciso di parlare (udite, udite), anche perchè la seconda metà di giugno ha offerto ben poco nelle sale cinematografiche: la prospettiva di luglio pare identica, se si esclude l’Odissea di Nolan, su cui c’è grande attesa (esce il 16!)

Ad ogni modo, la prima serie è “Due spicci”, di Zerocalcare: dal momento che credo che anche i sassi sappiano della cosa (qui il trailer), mi limito a qualche considerazione. Tornano (dopo “Strappare lungo i bordi” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”) gli amici del protagonista (alter-ego dell’autore), ma anche nuovi personaggi e la cifra della storia è a tratti brutale e con risvolti di violenza. C’è la classica ironia spesso folgorante, le impagabili battute dell’Armadillo (sempre doppiato da Valerio Mastandrea), scelte di animazione talvolta geniali e con mille riferimenti e citazioni, anche sottilissime, lampanti per chi ha vissuto appieno soprattutto gli anni ’90 e primi 2000: del resto Zerocalcare è nato nel 1983.

Però gli rimprovero, affettuosamente, alcuni limiti: l’abuso della musica in alcune scene troppo lunghe, ma in generale di aver messo troppa carne al fuoco in materia di contenuti e, in certi passaggi, di averla tirata troppo per le lunghe. Insomma, forse si poteva stringere un po’. Resta comunque un prodotto altamente godibile.

Seconda menzione, per la serie “Storia della mia famiglia”, stagione 2 (trailer qui). Torna la famiglia di Fausto (E. Scarpetta), con i suoi figli piccoli Ercole e Libero, il fratello Valerio (M. Caiazzo) e la burbera madre Lucia (V. Scalera); ma anche gli amici Maria (C. Dell’Anna) e Demetrio (A. Gargiulo) e si aggiunge qualche nuovo personaggio come il padre di Fausto, Gaetano (S. Castellitto). Questo carosello di sentimenti porta, come nella prima stagione, a scontri, lacerazioni, rimorsi, slanci generosi e silenzi un po’ vigliacchi. E tanto amore e risate che trasudano, trasversalmente, in tante situazioni.

Alla regia Marco Danieli e Claudio Cupellini che si alternano, ma merito anche alla sceneggiatura di Filippo Gravino ed Elisa Dondi che disegna, magari con qualche forzatura, dei personaggi ben caratterizzati ai quali non si può non volere bene, serviti da un cast molto efficace, in cui si fa fatica a fare la classifica del più bravo, quindi accontentiamoci di plaudire tutte e tutti, veterane ed esordienti.

Se non avete ancora visto queste due serie, il mio consiglio è di farlo, soprattutto in questi giorni di calura e se avete l’aria condizionata vicino al divano!

CC BY-NC-ND 4.0 Due serie italiane (Netflix) by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.