NdA: d’ora in poi metteremo una valutazione ai film, in una scala da 1 a 4, con un simbolo per i voti positivi 🌭 e uno per quelli negativi 🥦


Nell’estate 1973 due agenti della CIA, Chris (J. Malkovich) e Lee (S. Rockwell) si trovano in Cile. Il primo è più anziano, mentitore seriale e anche senza filtri nel parlare, amareggiato dalla vita; il secondo è più giovane, ma che asseconda il carattere del suo compagno. Mancano poche settimane al colpo di stato che rovescerà il governo democraticamente eletto di Salvador Allende, quando i due vengono inviati dal loro capo M. J. (S. Buscemi) sull’isola di Pasqua.

Lì conosceranno due giovani studentesse, si perderanno nei paesaggi meravigliosi e spesso incontaminati, andando a vedere i moai, le enormi statue che si trovano su quell’isola. La salute di Chris è precaria, Lee ha problemi a distanza con la moglie.

Difficile riassumere il film scritto e diretto da Martin McDonagh senza rovinare la storia.

E’ una vicenda surreale, dai dialoghi brillanti e le situazioni grottesche, su cui incombe una vena di inquietudine che sfocia in un finale amaro e piuttosto nero.

In qualche modo ricorda l’umorismo feroce dei fratelli Coen, ma è anche la cifra stilistica di McDonagh: basti pensare ai suoi “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” o “Gli spiriti dell’isola“.

Non è un film sul golpe in Cile, più una meditazione spietata sulla morte, sui rapporti di forza, sull’amicizia virile, sulla nostalgia del passato.

Attori formidabili, John Malkovich premiato alla Mostra del cinema di Venezia e già in odore di Oscar, come la pellicola stessa che potrebbe fare incetta di nomination. Si trova in lingua originale ed essendo un film molto parlato, meglio vederlo così!

Voto: 🌭🌭🌭1/2

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