Skyline di Tel Aviv, la luce del traffico e dei grattacieli contrasta con il buio della notte. Sui tetti della città, il giornalista e cineasta Yuval Abraham conversa con delle persone. Sono tutti militari dell’esercito israeliano, che accettano di parlare ripresi nell’ombra e con le voci alterate. Sì, perchè questo documentario parla della guerra a Gaza dopo il 7 ottobre 2023.

E così questi uomini raccontano dei mezzi per individuare i militanti di Hamas e ucciderli: dall’hackeraggio, all’intercettazione telefonica e ambientale, all’uso dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo su cui non si discute è trovare i nemici di Israele e toglierli di mezzo. Peccato che, per loro stessa ammissione, ci siano vittime collaterali, che in gergo sono chiamate appunto “Naza”. Frammenti di immagini di repertorio, su Gaza e Tel Aviv in epoche diverse del Novecento, molto interessanti.

La cosa che fa impressione di questo splendido documentario, che Abraham firma con Rachel Szor (loro due sono metà del collettivo israelo-palestinese che due anni fa realizzò “No other land”), è la quasi totale assenza di rimorso, senso di colpa, pentimento degli uomini intervistati. Prevale la normalizzazione di un massacro (oltre 70mila morti tra i palestinesi, è la stima a oggi), l’accettazione di una carneficina come necessaria e inevitabile, l’assenza di scrupolo morale, l’alibi degli ordini che non si poteva non eseguire, la volontà di “aiutare” il proprio Paese.

Soltanto una persona, verso la fine, esprime dei dubbi, arrivando a fare un paragone con l’operato dei nazisti nei confronti degli ebrei, durante la seconda guerra mondiale. Chissà che avrebbe detto Hannah Arendt che non a caso parlò di male assoluto nell’opera “Le origini del totalitarismo”.

Alla Mostra del Cinema di Venezia ha vinto il Gran Premio della Giuria, avrebbe dovuto restare nelle sale solo tre giorni e invece continua a venire proiettato, affermandosi come record di incassi in Italia. La coppia di registi è stata attaccata aspramente (per usare un eufemismo!) dalle autorità del governo israeliano, ma questa è una medaglia al merito. Magra consolazione, anche perchè a Gaza si muore ancora, nel silenzio di tantissimi. Ultime immagini, girate nella Striscia, strazianti.

Si annunciano proiezioni pubbliche e streaming gratuito, ma se potete andate al cinema. Se lo merita.

[Questo pezzo è AI free]

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