Iniziamo dicendo che la reazione di mio marito è stata più simile a quella della Sora Lella (non staremo a fa’ ‘na cazzata?) che quella del marito di Elsa Fornero (“vorrei dirti di no, ma son che non posso”).

I maligni obietteranno che non mi ha esattamente telefonato Mario Monti, proponendomi di guidare un ministero chiave in un momento delicato per la nostra nazione e no, non me lo ha  assolutamente chiesto L’Europa.

Vorrei dirvi che è stato un traguardo difficile da raggiungere, con riconteggio delle schede, accuse di brogli e osservatori dell’ONU, invece è stato tutto sospettosamente rapido  e indolore.

Me ne pentirò? Probabilmente. Maledirò il giorno in cui ho accettato? Verosimilmente. Mi farò prendere dall’ansia per la corretta gestione dei fondi e delle comunicazioni? Sicuramente.

Ma farò del mio meglio, lo giuro! Whatever it takes.

Insomma, causa impossibilità di ricandidarsi di parte dell’amministrazione precedente e assenza di avversari credibili, eccoci qui cari amici.

Sono diventata rappresentante di classe!

Non saprei nemmeno dirvi esattamente perché l’ho fatto: certo ha inciso il suggerimento di candidarsi buttato lì con nonchalance da una delle due rappresentati dell’anno scorso, rimasta sola quest’anno. La nostra non è una classe particolarmente problematica e, infine, chi mi conosce sa bene che difficilmente resisto alla tentazione di una nuova avventura, specialmente se si tratta di un’esperienza nuova.

Mi piace l’idea di conoscere meglio il mondo della scuola, dove mia figlia passa molto tempo della sua giornata e di cui io so relativamente poco, anche a causa di quell’omertà un po’ pigra che contraddistingue i figli in generale e gli adolescenti in particolare (Cos’hai fatto oggi a scuola? Niente).

Vediamo adesso cosa capita, nel frattempo vi tengo aggiornati, ovviamente!

[Questo pezzo è AI free]

CC BY-NC-ND 4.0 Rappresentante di lista [classe] by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.