Alla vigilia del TFF, prima di essere travolti dall’entusiasmo di Pier e Zummone , mi preme condividere con voi l’esperienza da FanGirlⓇ di questa settimana.

Per la prima volta, sono andata al cinema  a vedere un concerto.

Proiettare i live al cinema è una tendenza del momento, cui, lo ammetto, guardavo con un certo scetticismo, però quando i Rammstein chiamano, noi rispondiamo, e lo facciamo con l’entusiasmo un po’ inquieto di chi è a digiuno ormai da due anni, dopo un lustro (2019-2024) in cui, al netto della pausa Covid, la band industrial metal tedesca ci ha viziato con un doppio tour.

Live in Mexico City è la versione concentrata e in 4K dei tre concerti che si sono tenuti nella capitale nel 2022, con un totale di oltre 200.000 spettatori.

Al cinema, una fredda e uggiosa sera infrasettimanale, la sala era piena ben oltre quel che mi aspettassi di una popolazione sostanzialmente omogenea, non tanto per fascia di età quanto per abbigliamento: abiti scuri e molte magliette del gruppo. Insomma, ci eravamo già riconosciuti in coda alle casse, scambiandoci cenni d’intesa.

Nonostante il mio immotivato pregiudizio, l’esperienza è stata assolutamente positiva: quasi due ore di concerto con acustica ottima, niente pause tra un pezzo e l’altro e la possibilità di godersi piccoli meravigliosi dettagli che anche dalla FeuerZone possono sfuggire, come le adorabili pelliccette di Schneider e quanto Flake sia davvero un animale da palcoscenico, anche quando non cercano di cuocerlo in un calderone.

La voglia di cantare è venuta spontanea e stare fermi è stato impossibile, rimane un po’ di soggezione dettata dal luogo: siamo pur sempre torinesi al cinema!

Menzione speciale per Matteo, che era l’unico con Lara e me a fare qualcosa di più che muovere la testa a tempo e che abbiamo voluto conoscere e ringraziare all’uscita (ha anche acconsentito a fare una foto da pubblicare, eroe! Matteo se ci leggi, batti un colpo!).

Durante i titoli di coda sono stata comunque pervasa da quella sensazione di adrenalina che scende e di malinconia, come dopo a un concerto vero, ma senza il rombo nelle orecchie né il male ai piedi.

Per fortuna, anni di film Marvel ci hanno insegnato a non lasciare la sala fino a che le luci non si riaccendono, e la canzone a sorpresa dopo il post-credit è valsa da sola il prezzo del biglietto.

In conclusione, è stata una bellissima esperienza che mi ha aiutato a comprendere il diffondersi del fenomeno, che è sicuramente un buon compromesso per chi patisce la ressa dei concerti ma che è anche una soluzione per chi non riesce ad andarci a causa del costo esorbitante dei biglietti e della difficoltà di aggiudicarseli.

Ora, come da tradizione (appena inventata), ecco un po’ di foto brutte dell’evento, per quelle belle c’è l’internet.

PS: dopo le foto alcuni spoiler

La canzone a sorpresa è Te Quiero Puta (un’ode all’amore romantico…) e no, mannaggiallamiseria non è stato annunciato nessun nuovo tour, quasi certamente a causa del caro-benzina (si stima che ad ogni live i Rammstein consumino circa 1000-1200 litri di benzina).

Speriamo nel 2028.

[Questo pezzo è AI free]

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