2019: un bilancio letterario

È arrivato il momento del bilancio letterario del 2019, che torno a pubblicare anche su CollateralMente.

Quest’anno mi sono ripresa dalle secche dell’anno scorso e secondo aNobii (a cui resto sempre fedele) ho letto 39 libri per un totale di 8804 pagine. Mi rompe non essere arrivata alla cifra tonda, ma non ho trovato nessun libro breve da leggere in un giorno e mezzo. Perché sia mai che si finisca l’anno con un libro a metà!

Scorro le valutazioni delle letture e vedo un sacco di stelline, forse perché sono stata troppo buona o forse perché quest’anno ho selezionato davvero bene i libri. Le uniche due delusioni sono “Mi chiamo Chuck”, scritto forse per un’età che non è più la mia, e “La ragazza con la Leica”, che avrà anche vinto il Premio Strega ma a me non è piaciuto perché scritto con troppi salti temporali e punti di vista dei personaggi che si seguivano difficilmente.

Tra le 5 stelline che godono di un particolare riguardo ci sono “Dei bambini non si sa niente” di Simona Vinci (per me autrice rivelazione di quest’anno, che ho ascoltato anche al Salone del Libro e di cui ora voglio leggere tutto), “Mia madre odia le carote” e “Una stanza piena di gente” di Daniel Keyes che volevo leggere da tanto e di cui aspetto il film con non pochi timori. Poi ancora “Il danno” di Josephine Hart (e di questo, il film è venuto davvero bene) e finalmente la meraviglia di “Stoner“, John Williams, che rimandavo da non so quanti anni per paura di farmi trascinare nella malinconia, cosa che invece non è successa.

Il danno

È da questa estate che mi riprometto di recensire “Dizionario dei nomi propri” della mia amata Amélie Nothomb, quindi non ne parlerò in questo post.

Come sempre, poi, devo ringraziare il Teatro Regio per i magnifici libretti d’opera che ogni volta mi fa rivivere e scoprire in sala (Cavalleria Rusticana che bella è? E La Sonnambula di Bellini?).

Infine, e davvero è l’ultimo, avevo scelto “Donne che parlano” di Miriam Toews, un libro speciale da regalare a una persona speciale, ma per un brutto scherzo del destino quel libro lo custodisco ancora io, in attesa di poterlo consegnare nelle mani giuste.

La mia speranza per il 2020 è sempre di circondarmi di libri per conoscere il mondo e me stessa, e visto che quest’anno per lavoro sono rientrata in una biblioteca dopo moltissimi anni, credo proprio che ci riuscirò!

Buon anno amici lettori!

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