Spesso le nostre città si trovano ad affrontare due grandi sfide in parallelo: da una parte l’emarginazione sociale e le difficoltà delle persone senza fissa dimora, dall’altra l’incuria del verde pubblico. A Roma, una start-up a vocazione sociale ha deciso di unire questi due problemi per creare una soluzione straordinaria. Parliamo di Ridaje, un progetto che punta a reintegrare i senzatetto trasformandoli in giardinieri urbani. Ecco come questa iniziativa sta cambiando il volto della città e la vita delle persone.
I numeri di un’ emergenza e di un’ opportunità
Per comprendere l’impatto di Ridaje, bisogna partire dai dati. In Italia ci sono decine di migliaia di persone senza fissa dimora, con una concentrazione altissima solo a Roma. È una situazione di profonda fragilità sociale, caratterizzata spesso da redditi minimi e costi elevati per la collettività. Contemporaneamente, Roma possiede un patrimonio verde immenso, ma conta su una forza lavoro insufficiente per la sua manutenzione, lasciando la quasi totalità delle aree in stato di abbandono. Ridaje nasce proprio per colmare questo vuoto, riqualificando le aree urbane degradate e offrendo un lavoro dignitoso a chi vive ai margini.
Dalla strada alla cura del verde
La missione di Ridaje è trasformare le persone senza fissa dimora in professionisti che si prendono cura del verde pubblico e privato. Il percorso di reintegrazione si basa innanzitutto su un corso di giardinaggio urbano teorico e pratico, completamente gratuito, che copre rudimenti di botanica, utilizzo dei macchinari e sicurezza sul lavoro. Al termine della formazione, viene rilasciato un attestato finalizzato all’assunzione tramite un contratto part-time regolare. Il supporto offerto è a trecentosessanta gradi e include anche un fondamentale aiuto abitativo e psicologico, con un contributo per l’affitto proporzionato al reddito.
Impatto reale e sviluppo sostenibile Il modello operativo è perfettamente in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, puntando a sconfiggere la povertà, offrire educazione di qualità, promuovere una crescita economica dignitosa, ridurre le disuguaglianze e creare città sostenibili. I risultati della trazione sociale mostrano già numerosi giardinieri formati e assunti, oltre a svariate aree verdi adottate e curate.
Le statistiche del progetto calcolano che, per ogni gruppo di dieci persone formate, quattro riescono ad avere un’esperienza lavorativa, tre mantengono il lavoro per almeno un anno e una persona viene definitivamente reintegrata nella società.
Una rete di partner e nuovi progetti
Tutto questo è sostenuto da un innovativo modello di business che coinvolge aziende, comitati, cittadini e fondazioni, favorendo l’adozione diretta delle aree verdi al grido di “no al degrado”. Diversi partner di assoluto rilievo (come Ferrovie dello Stato Italiane, Uniqlo, Inwit, KPMG, Daikin, Save the Children, LVenture Group e Fondazione Azimut) hanno già sposato la causa supportando la start-up. Un esempio di successo è il progetto presso la stazione di Roma Termini, dove una sponsorizzazione ha permesso di curare una vastissima area verde per un intero anno.
L’ambizione del team fondatore guarda ora a un’espansione su scala nazionale. Dopo i traguardi raggiunti nella capitale, è in valutazione la replica del progetto in altre grandi stazioni del Paese, in città come Napoli, Firenze e Torino, avviando collaborazioni con il network locale e aprendo la raccolta di nuove candidature per le formazioni. Nel futuro di Ridaje c’è anche lo sviluppo di un progetto di co-housing, l’acquisto di nuovi macchinari specializzati e la partecipazione ad appalti pubblici.
Iniziative come questa dimostrano che unendo la cura dell’ambiente all’inclusione sociale si può generare un impatto prezioso, perché, come recita il motto del progetto, c’è sempre una chance.
Ridaje: una seconda chance alle persone e al verde urbano by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.



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