Algeri, 1938. Meursault (B. Voisin) è un impiegato dalla vita ordinaria, senza passioni, indifferente a quel che succede intorno a lui. Quando muore sua madre, non è minimante toccato dall’evento. Inizia una relazione con Marie (R. Marder), ma senza particolare coinvolgimento e fa amicizia con il vicino di casa Raymond (P. Lottin), magazziniere che in realtà sfrutta le donne che si prostituiscono. Per una serie di circostanze, e senza una ragione precisa, un giorno Meursault uccide un arabo, rancoroso con Raymond per come questi trattava la sorella. Il processo per omicidio rischia di far finire il giovane impiegato al patibolo.
Francois Ozon scrive e dirige un film che è tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus, pietra miliare della letteratura mondiale. Lo fa con un bianco e nero stupendo, riuscendo a trasmettere l’indole distaccata e impassibile del suo protagonista, annoiato dalla vita e incapace di dare un nome alle sue emozioni. Nel 1967 era uscita una versione cinematografica di Luchino Visconti con Mastroianni protagonista, non proprio memorabile.
Il cast funziona egregiamente, a cominciare dal suo protagonista Benjamin Voisin, che rende bene il personaggio. Ottanta anni dopo l’uscita del libro, è una storia ancora capace di turbare e affascinare, dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, quanto geniale e visionario fosse Camus. A qualcuno è venuta voglia di rileggere il romanzo? Buona Pasqua!
Lo straniero by Collateralmente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.



Lascia un commento