Mi ha molto colpito quel che ha scritto Pier, perché mi ci sono completamente ritrovata: forse sono i tempi che viviamo, come dice lui, o forse è anche la maturità acquisita (che poi è una maniera carina per dire che sto invecchiando).

Il mio carattere ansioso, nel tempo, mi ha portato a essere iperconnessa, iscrivermi a ogni possibile newsletter, a scaricare, nel dubbio, anche quell’app per provare a sedare la preoccupazione di perdermi qualcosa, più che la necessità di monitorare la performance.

E se i motivi sono che mi hanno portato al cambiamento di prospettiva sono un po’ diversi da quelli di Pier, è innegabile ci siano stati.

Certo, anche io ho tolto, sfrangiato, alleggerito. Via le app usate due volte, disiscrizione massiccia da newsletter e contenuti che al posto di migliorare la mia quotidianità (come promettevano) avevano solo alimentato il disordine e la spirale di ansia costante.

A tutto questo si è affiancata un’altra decisione, una presa di posizione lenta ma inesorabile: la libertà di fare schifo in qualcosa.

Forse è anche questione di personalità: non sono competitiva per natura, lo ammetto. Ma troppo spesso ho limitato la mia curiosità e voglia di provare cose nuove per l’ambiente tossico (reale o percepito) che pervade anche le attività ricreative. Non puoi ‘solo’ provare un nuovo sport o hobby per il piacere di fare una cosa che ti piace: devi subito gridare ai quattro venti quanto è stato figo il tuo allenamento, il piazzamento a una competizione, postare il video in cui qualsiasi cosa sia, ti viene perfettamente.

Se questo ti fa felice, io sono felice per te. Ma non siamo tutti uguali.

Basta essere per forza sempre performativi, in ogni ambito. Esserlo sul lavoro è necessario e faticoso, e la pressione è già abbastanza logorante così. Perchè non lasciate stare chi di noi vuole smettere di esserlo nel resto del tempo?

Liberarsi del fardello performativo non vuol dire fare le cose male apposta, significa, almeno per me, apprezzare il processo in ogni sua fase, anche del principiante o, per metterla più semplice, godersi con leggerezza ogni istante, tanto quando le cose vengono bene, così come quando sono un disastro: lo strumento che suoni fuori tempo, il passo di danza che sembra un malore, la parola in una nuova lingua che pensavi volesse dire regalo e invece vuole dire scaffale.

Vogliamo poter fare schifo in qualcosa: lasciatecelo fare.

[Questo pezzo è AI free]

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