Mariano De Santis (T. Servillo) è il presidente della Repubblica negli ultimi 6 mesi del suo settennato, vedovo, ex giurista, considerato moderato ed equilibrato. Ha una figlia che si chiama Dorotea (A. Ferzetti), che si prende cura della sua salute, ma lo assiste anche nelle questioni riguardanti leggi, decreti e altri adempimenti. De Santis ha continui ricordi (sogni?) dell’amata moglie defunta, un buon rapporto con il colonnello Sabaro (O. Cinque) che gli fa da ombra, un’amica tagliente e affezionata in Coco Valori (M. Marigliano).
In questa ultima fase di mandato, si trova (suo malgrado) per le mani due questioni spinose: decidere se firmare una legge della maggioranza sul fine vita e due richieste di grazia, per due persone condannate per omicidio. De Santis vorrebbe tempo per decidere, come ha fatto per tutta la vita, ma il tempo non c’è.
Undicesimo film di Paolo Sorrentino (che l’ha anche scritto), settimo con Servillo: ormai una coppia inossidabile. Difficile da classificare, ma questa volta l’estetica del regista non schiaccia inesorabilmente la storia, complessivamente abbastanza lineare. Certo, non mancano i guizzi sorrentiniani, la dimensione grottesca e surreale, i dialoghi esilaranti, personaggi assurdi e anche qualche lungaggine di troppo. Ma l’uso delle musiche, la perizia registica, la fotografia e gli interpreti sono perfetti.
Parla di morte, di attesa, di perdono, giustizia, amore, pietà, risentimento. Gigantesco Toni Servillo, premiato come miglior attore alla scorsa Mostra del cinema di Venezia. In questi giorni e fino all’ultimo dell’anno, in anteprima in alcune sale, solo di mattina! Dal 15 gennaio, distribuito nella programmazione normale.
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