Quando si muore si finisce in una strano limbo, che pare una via di mezzo tra una hall di una stazione di una metropoli e un albergo mastodontico. E’ solo una fase di transito, i defunti devono scegliere la destinazione finale, dove trascorrere l’eternità e dove potranno stare anche insieme a qualcuno. Se ne accorge Joan (E. Olsen), che in questo meta-aldilà ritrova il primo marito Luke (C. Turner) e pure il secondo consorte Larry (M. Teller), con cui è stata sposata per oltre sessant’anni.

Si può scegliere solo una destinazione e solo una persona con cui partire. Piccolo particolare: dopo la morte, in questa strana dimensione, si torna all’età in cui si è stati più felici. Che fare? Scegliere Luke, bello come il sole e morto durante la guerra in Corea, o Larry, meno avvenente ma compagno di vita, marito, padre dei suoi figli? Tutti e tre, tornati poco più che ventenni, cercheranno una soluzione, ma la decisione spetterà a Joan.

Colpo di genio di David Freyne, che ha diretto il film e lo ha scritto con Pat Cunnanne, cavandone una commedia romantica e fantastica perfetta. L’universo immaginifico (non svelo altro, scopritelo!) che evoca è esteticamente molto semplice (pochissimi effetti speciali), ma di un umorismo delizioso e a tratti graffiante. Terzetto di attori in gran forma, con Da’Vine Joy Randolph (Oscar per “The holdovers” due anni fa) in un ruolo secondario, ma irresistibile.

E’ una storia che parla di amore, rimpianti, nostalgia, ricordi, attese, bilanci di una vita. Al posto di Joan, onestamente, sapremmo scegliere senza avere tentennamenti? Diverte, commuove, scalda il cuore. Non potete perdervelo!

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