Ricostruzione del rapimento e del barbaro assassinio di Giulio Regeni (1988-2016), ricercatore dell’università di Cambridge, ucciso in Egitto dieci anni fa. Per raccontare i nove giorni in cui il giovane dottorando italiano fu torturato da funzionari dei servizi egiziani, si riprendono molte udienze del processo attualmente in corso, con le deposizioni degli ufficiali del Ros che indagarono sul delitto, quella dell’ex ambasciatore italiano Maurizio Massari, quella di alcuni degli uomini politici allora al governo (Renzi, Gentiloni, Minniti) e di altri ancora. E ovviamente ci sono le parole dei genitori di Giulio, Claudio e Paola, e della loro avvocata Alessandra Ballerini.
Si ricostruisce come Giulio fu considerato un pericolo per il regime di al-Sisi e del suo paranoico apparato di sicurezza, di come il sindacalista degli ambulanti Mohamed Said Abdallah lo vendette agli uomini dei servizi (c’è un video che l’uomo realizzò, filmando Giulio di nascosto, giorni prima che venisse rapito), delle sevizie inferte per oltre una settimana, delle indagini deviate e ridicole che il governo egiziano finse di portare avanti, millantando collaborazione con le autorità italiane.
Ne esce un quadro atroce di omissioni, tradimenti, omertà, tentativi di depistaggio, ostentata arroganza del potere che si considera impunito e impunibile. Non fosse una vicenda drammaticamente vera, sarebbe ai limiti dell’incredibile. Come dice Alessandra Ballerini, nessun civile ha subito qualcosa di simile dopo la guerra.
Nei cinema solo tre giorni, ancora nella giornata di oggi, se riuscite andate a vederlo. Speriamo sarà presto disponibile sulle piattaforme. Inutile dire che farà male, ma almeno questo lo dobbiamo a Giulio, come anche alla sobria determinazione di Claudio e Paola. E comunque non basta.
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