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Fare qualcosa di utile
Parlare di altro non sarebbe sostenibile. Eticamente, moralmente insostenibile. C’è… Leggi tutto
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Tutto cambia, anche l’orario
Comunicazione di servizio per tutti quelli che ci seguono su… Leggi tutto
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Ennio
Giuseppe Tornatore ha dedicato un documentario bellissimo al grande Ennio… Leggi tutto
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![L’importanza di chiamarsi Ricky [e non Checco]](https://collateralmente.it/wp-content/uploads/2022/02/RG.jpeg)
L’importanza di chiamarsi Ricky [e non Checco]
Sono un fan di Ricky Gervais, questa è la premessa.… Leggi tutto
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![Vista [da] sinistra: il video](https://collateralmente.it/wp-content/uploads/2022/02/socialism-1078x516-1.jpeg)
Vista [da] sinistra: il video
Ecco qui il video della puntata di mercoledì scorso. Abbiamo… Leggi tutto
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Sì, sanremiamo anche noi: il video
Abbiamo commentato in diretta la seconda serata del festival di… Leggi tutto
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Cose da un altro mondo: il video
A voi il video della puntata di ieri. Abbiamo parlato… Leggi tutto
Quelli che fanno Collateralmente, e perché

Pier
Gli era solo venuto in mente di fare un blog.
Le cose per fortuna si sono complicate.

Zummone
Cinema e libri. Più molto altro che lo porta in giro ad accendere giovani teste.

Dr. Teenex
Scrive poco, pensa molto e si fa volere bene.

Sara ‘Maleficent’
Invisibile e ineludibile come la moglie del Tenente Colombo.

Elena ‘Angry Madry’
La Madrina di Collateralmente.
Scienza, patologia, cosmetologia, armocromia, ironia. Tutto ‘ia’.

Paolo
Avvocato, calligrafo, poeta.
Sa tutto.

Barbara
“Hiker. Nerd. Rocker. E faccio tutto male.”
[Se l’ultima parte fosse vera non sarebbe qui. NdR]

Best Guest
Quelli che, in ordine sparso e a geometria variabile, scrivono qualcosa qui dentro.
Questo è un luogo.
Pensate ai termini ‘oggi’ e ‘blog’.
Sa quasi di antico, può fare sorridere, intenerire.
Perché?
Perché i social, perché le immagini, perché la musica, il flusso veloce, la soglia di attenzione che si assottiglia e blablabla.
Ma non deve essere tutto un flusso veloce di immagini e musiche facilifacilifacili.
In quel ‘ma’ ci siamo noi [e tanti altri, certo]. Vogliamo un luogo calmo, lo vogliamo divertente e allo stesso tempo capace di andare un po’ più in fondo alle questioni.
Vogliamo fare le cose in Slow Mood.

Perderemo pubblico? Verremo schiacciati dalla ‘dittatura dei social’?
Mavà.
In più di un decennio abbiamo saputo costruire una comunità di persone che fanno dell’attenzione un valore. Prima il blog, poi la radio, quindi i podcast e adesso?
Adesso avanti, sempre, contro i tempi brutti per crearne di belli.
Con calma e con tutta l’ostinazione che abbiamo.
State con noi, ci divertiremo.


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