Ride

Mario Secondari è morto in fabbrica e ha lasciato vedova la giovane moglie Carolina (C. Martegiani), oltre che un figlio piccolo di nome Bruno. Ambientata a Nettuno, lungo le 24 ore che precedono il funerale, la storia segue il punto di vista di Carolina, che non riesce a piangere, né a disperarsi, mentre il mondo intorno è commosso e dolorante. Sullo sfondo, le vicende del padre di Mario (R. Carpentieri), che vive in riva al mare, del piccolo Bruno e di amici e famigliari. Ciascuno alle prese con il lutto, la sua elaborazione e la sofferenza. 

Valerio Mastrandrea, attore emerito del cinema italiano degli ultimi 20 anni,  esordisce alla regia con un tema scomodo e da un punto di vista che si vede poco al cinema. Mescola leggerezza, grottesco e profondità, strappa sorrisi e lacrime, sceglie con coraggio di parlare di morte e di quel che vi ruota intorno. In controluce, il tema delle morti bianche e di una razza in via di estinzione: gli operai. Bella colonna sonora e più di un passaggio simbolico molto efficace. Attori azzeccati, anche nelle parti di contorno. Gli elogi per Carpentieri anche stavolta sono superflui!

Presentato in anteprima al Torino Film Festival, da giovedì scorso nelle sale di normale programmazione.

Guardatelo, è una bella sorpresa.

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CC BY-NC-ND 4.0 Ride by CollateralMente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

One Comment

  1. A me è piaciuto moltissimo.
    Durante tutta la proiezione ho immaginato che il morto fosse Mastandrea, perché lui era onnipresente.
    Mi era molto piaciuta l’idea che di Mario non ci fossero foto, che la sua fosse un’assenza improvvisa e totale, che chi restava elaborasse il lutto e vi facesse convogliare il dolore per tutto il proprio vissuto.
    Non avrei voluto, per questo motivo, l’ultima scena.

    Annamaria Coppola

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