Un padre, una figlia

Romania, giorni nostri: il dottor Romeo Aldea stravede per la figlia Eliza e per lei vuole un avvenire migliore e diverso; la ragazza ha vinto due borse di studio per andare all’università in Inghilterra, manca solo la formalità dell’esame di maturità. Ma il giorno prima degli scritti, Elisa viene aggredita e finisce in ospedale: nulla di serio, ma il padre teme che la sua lucidità psicologica sia messa in crisi, con il rischio di vanificare tutti i sacrifici di studio fatti e la sua media eccellente.

Romeo inizia a chiedersi se non ci sia un modo per accomodare le cose, anche a costo di forzare un po’ le regole. Mette così in moto un meccanismo perverso che avrà conseguenze dolorose. Finale sospeso e forse con qualche speranza.

Con questo film teso e dallo stile molto sobrio (spesso inquadrature fisse senza montaggio, nei dialoghi tra i personaggi), Cristian Mungiu si è aggiudicato il premio per la regia, all’ultimo Festival di Cannes. La storia potrebbe sembrare banale, ma il circolo vizioso di piccole corruzioni, clientele, favori finisce per coinvolgere tutti e risulta essere in maniera inquietante, da una parte inevitabile, dall’altra sistemico alla società rumena.

In fondo Romeo è un perdente pieno di difetti: marito infedele e uomo ostinato, pronto ad essere meschino e cinico, convinto di fare soltanto il bene della figlia, anche violando tutte quelle regole, cui ha cercato di educarla; ma rimane un padre che, pur nelle sue contraddizioni, ama sua figlia e che per lei vuole un futuro diverso: lui e la moglie, dopo la rivoluzione che depose nel sangue Ceausescu, allora giovani e pieni di speranze, erano davvero convinti di cambiare le cose. Si può davvero biasimarlo completamente, se non essendo riuscitoci lui, vorrebbe per la sua unica figlia un mondo diverso?

Probabilmente toccherà tanto di più chi è padre, tra gli spettatori.

Quasi privo di musiche, dal ritmo lento eppure implacabile. Non perdetelo.

 

 

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CC BY-NC-ND 4.0 Un padre, una figlia by CollateralMente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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