Metti un barione a cena

La notizia è questa: il CERN ha beccato una nuova particella, un barione che non era mai stato osservato prima.

La seconda notizia è che leggendo la notizia [mi incuriosiva il nome. b.a.r.i.o.n.e.: forte come gira sulla lingua, no?] non ho capito letteralmente nulla.

Prima che ve ne andiate, dico subito che la notizia in realtà è un pretesto per fare una piccola riflessione su quanto una sana ammissione di ignoranza possa diventare un’arma potentissima.

La scorsa settimana ero a cena da amici, una di quelle cene in cui si fondono diversi ‘giri’ non comunicanti tra loro: una di quelle che io chiamo ‘cene proviamo e vediamo cosa ne esce‘. Eravamo un buon numero, e in quel buon numero c’era del buono e del meno buono.

Come spesso accade, io ero seduto vicino al peggio di quel ‘meno buono’.

Ci presentiamo, iniziamo a parlare della padrona di casa e della sua squisita ospitalità, ci diciamo cosa facciamo per campare e poi ci disinteressiamo amabilmente uno dell’altro.

Avete presente come fanno i cani quando si incrociano per strada? Uguale, ma senza annusarsi le pudenda.

Ho pensato :” Non lo so, ma così a occhio non mi vai molto a genio, però chissenefrega, no? Non ci vedremo mai più e siamo tutti adulti. Andrà tutto bene”

E invece.

Lui deve avere pensato: “Questo non mi va giù: proprio vicino a lui devo stare? Vediamo come la pensa su..”

La conversazione al tavolo spazia tra vari argomenti, ma la quantità di persone e la conformazione della tavola non permettono una sola conversazione, così io vengo intrappolato in una sacca di conversazione che vede il mio vicino protagonista. Si parla di politica, inizialmente, per poi allargarsi all’etica e all’ortodossia vegetariana, fino ad arrivare al libero mercato nonché ai diritti civili.

Ora, ho capito al volo che il mio vicino altro non faceva che provocare, così ho adottato una tecnica che non avevo mai utilizzato in modo così radicale.

“Allora? Che ne pensi?” Dice lui.

E io: “Guarda, è senz’altro possibile che tu abbia ragione, o che perlomeno tu abbia degli ottimi motivi per dire quello che dici. Solo che non posso aggiungere nulla, perché non me ne intendo. Non ho un’opinione in merito. Ei, ottimo questo sformato! Bravissima …”.

“Beh ma vivi in questo Paese..Avrai un’opinione, no?

“Oh, beh..è senz’altro possibile che tu abbia ragione, o che perlomeno tu abbia degli ottimi motivi per dire quello che dici. Solo che non posso aggiungere nulla, perché non me ne intendo. Non posso dire di avere un’opinione chiara su questo. Mmh, ma questo pesto? Lo hai fatto tu? Ma sei ligure o che? E’ e.c.c.e.z.i.o.n.a.l.e.”

“Vabbè però scusa eh. Se vegetariano! Almeno ammetti che è una moda!”

“Uh..E’ possibile che sia una moda, non ci avevo mai pensato in effetti..Quindi è senz’altro possibile che tu abbia ragione, o che perlomeno tu abbia degli ottimi motivi per dire quello che dici. Solo che non posso aggiungere nulla, perché non me ne intendo di mode. Non è per non risponderti, però..Oh mio dio! I pomodorini sardi! Devi dirmi dove li hai trovati!..”

Voi direte che così ho dato un’immagine di te come di una persona superficiale, di uno che non si interessa a niente, di un fesso totale. E’ un rischio, sì, ma l’ho corso [forse] solo nei confronti di chi non mi conosceva a quel tavolo. Il guadagno è che il mio vicino era prossimo al travaso di bile, e chi mi conosceva se l’è gustata un mondo.

Io perlomeno me la sono gustata un mondo.

 

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