Festival della Comunicazione di Camogli – Connessioni

Mi piace dire che sono una sorta di studentessa fuori sede: vivo e sono iscritta all’Università di Torino, ma ogni volta che posso fuggo a studiare fuori sede a Camogli dove ho la fortuna di avere una casa. Così anche questa estate l’ho passata con i miei libri in riva al mare, ma la novità era che avrei concluso quei giorni con un progetto che speravo di realizzare da quattro anni: assistere al Festival della Comunicazione organizzato proprio a Camogli.

Un Festival che ha due ideatori, Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, e un ‘padrino’, Umberto Eco sempre ricordato nelle parole e nei ricordi dei relatori dopo la sua scomparsa avvenuta ormai quasi due anni fa. Il tema conduttore di quest’anno era “Le connessioni”, come ci si può aspettare da un Festival che tratta di comunicazione, media, giornalismo, linguaggio e attualità.

Le premesse erano ottime (per qualche numero e informazione date un’occhiata al sito), ma poteva essere comunque un insieme di incontri di medio livello, poco più che intrattenimento di fine estate. Invece fin dal primo giorno (o meglio, dai giorni precedenti quando in paese fervevano i preparativi) è stato ben chiaro che il Festival aveva ambizione e possibilità di dire veramente qualcosa e di lasciare un segno.

L’organizzazione è stata perfetta, gli orari rispettati al minuto (al minuto, giuro), la segnaletica chiara, la comunicazione mediatica tempestiva e sempre di qualità e contenuto. Anche l’allerta meteo rossa ha creato confusione solo per poche ore e tutti gli eventi sono stati spostati al chiuso o recuperati il giorno dopo: la solidità dell’organizzazione si rivela quando tutto scorre con regolarità, senza lasciare intravedere la mole di lavoro che c’è dietro le quinte.

Importanti sponsor hanno permesso la diretta streaming di tutti gli eventi e la successiva pubblicazione delle registrazioni e di un livebook di resoconto ad un prezzo accessibile a tutti. Grazie alla collaborazione con la Rai, a ogni edizione del Tg Regionale sono andati in onda lunghi servizi in diretta con interviste agli ospiti e immagini dal Festival, e ora aspettiamo un ulteriore documentario che andrà in onda su Rai Cultura.

Gli incontri che ho seguito sono stati tutti interessanti e tra colazioni con gli autori, ‘sfide’ tra i relatori, incontri frontali, spettacoli e proiezioni, anche la tipologia di format offerta era variegata. Diventerei prolissa se elencassi nomi, temi e argomenti trattati, (cliccate qui per l’elenco degli ospiti) ma posso assicurare che i relatori hanno lasciato ottimi spunti trovando un valido equilibrio a metà tra l’eccessiva brevità e lo sfoggio di erudizione. Unico rammarico è stato non poter assistere alla lectio di Piero Angela, che ha richiamato un pubblico ben più numeroso dei 500 posti di capienza del Teatro Sociale di Camogli (bellissimo, ristrutturato e riaperto da poco): per me, cresciuta dai 5 ai 24 anni incollata alla televisione a vedere Superquark sarebbe stato un sogno sentirlo dal vivo, tanto più che proprio quest’anno riceveva il premio della Comunicazione del Festival.

Ho apprezzato anche il clima informale che faceva da contorno agli incontri: alcuni ospiti sembravano sentirsi a casa avendo già partecipato alle edizioni precedenti. Così in un attimo potevi trovarti sulla stessa panchina di Raffaele Cantone e Gherardo Colombo che si salutavano o incrociare Odifreddi sul lungomare mentre si sistemava la camicia e salutava i passanti.

La dimensione ridotta di Camogli ha permesso di percepire chiaramente una partecipazione collettiva del paese, che non ha trascurato i sentieri sulla scogliera o il mare del Golfo dove erano organizzate camminate ed escursioni in barca.

I miei 24 anni di vita sono costellati da momenti trascorsi a Camogli e sono felice di aver vissuto questo posto anche in modo più ‘professionale’ potendone apprezzare un nuovo aspetto e guardandolo con altri occhi. Torno a Torino pienamente soddisfatta e già in attesa della prossima edizione… chissà che non abbia invogliato anche voi lettori a partecipare!

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