Trainspotting 2

20 anni dopo, Danny Boyle torna sul luogo del delitto, con un sequel tanto atteso quanto temuto. Tornano i protagonisti della prima pellicola: Mark, Sick Boy, Spud e il folle Begbie. Stessi attori, stessa ambientazione, due decenni dopo. Sono tutti invecchiati, come è ovvio che sia, ma quasi nessuno è riuscito a far pace coi suoi demoni. Mark vive in Olanda e non se la passa troppo bene, Begbie si è fatto la galera, Sick Boy sniffa e ha una fidanzata bulgara, Spud è ancora un tossico nel gorgo dell’eroina. Si ritroveranno, con molti ricordi e anche molta solitudine, oltre che (soprattutto per Begbie e Sick Boy) un desiderio di vendetta, verso Mark che tradì tutti, scappando con il malloppo. Mark e Sick Boy, che ormai si fa chiamare Simon, si imbarcano in un improbabile progetto di ristrutturazione di un vecchio pub, per trasformarlo in una sauna-bordello. Spud non trova un senso alla sua esistenza e soffre la separazione dalla moglie e il figlio, Begbie vorrebbe che il suo unico erede seguisse le sue orme criminali. Read more

10 film di questo 2016: splendori e miserie

Al 30 di dicembre posso dire di aver visto 154 film al cinema, in questo 2016. Sorvolando su quanto mi sia costato, su come si potessero investire i soldi dei biglietti, sul fatto che abbia bisogno di uno psichiatra probabilmente, provo ad azzardare due classifiche. I cinque che ho maggiormente detestato e i cinque che più ho amato. Premetto subito che è tutto opinabile, che chiaramente è una scelta soggettiva, che pure a me costa fatica, che sarei più sereno a citarne dieci per categoria, ma poi dovrei scrivere un romanzo e direi che non è il caso.

Comincio dai 5 più odiati.

Sicuramente ci metto “Tommaso”, seconda regia di Kim Rossi Stuart: un film pretenzioso, urlato, noioso. E’ fondamentalmente la storia di un uomo che vorrebbe scoparsi ogni donna che incontra, ma che non è capace di relazionarsi con l’altro sesso nella realtà. Kim Rossi Stuart è uno splendido quasi 50enne, ma poteva proprio evitarselo questo filmaccio. Poi cito “Pericle il nero”, una cagata pazzesca (cit. di U. F.), che narra di un balordo (R. Scamarcio) che riscuote denaro per conto di malavitoso, minacciando di sodomizzare (!!!) i malcapitati debitori. Una storia sgangherata e ridicola, con personaggio idioti e Scamarcio che si lamentava sui giornali del poco successo del film. Da sottolineare anche “Ustica” di Renzo Martinelli, che ricostruisce la strage del DC-9 Italia del giugno 1980, con una tale dose di elementi assurdi, da uscirne storditi: recitato malissimo, doppiato peggio, con effetti speciali a caso e un plot degno di una telenovela sudamericana, oltre che una nuova teoria sulla strage. Read more

Il pavone

Ho ascoltato questa frase, in una serie chiamata Westworld. La serie in sè non sta mantenendo le promesse fatte, ma questa frase mi ha fatto pensare parecchio.

Ve la riporto [se volete potete ascoltarla dalla viva voce di Sir Antony Hopkins cliccando qui] oppure leggerla qui sotto:

Lessi una teoria, una volta. L’intelletto umano è come le piume di pavone: solo uno stravagante sfoggio per attirare una compagna. L’arte, la letteratura,  Mozart, William Shakespeare, Michelangelo, l’Empire State Building? Un elaborato rituale di accoppiamento. Magari non importa che abbiamo realizzato così tanto per le più basse ragioni..Ma è noto: il pavone può a stento volare, vive nel fango beccando insetti dalla melma, consolandosi con la sua grande bellezza