A furor di meme [una risata ci seppellirà]

A forza di predicare l’umiltà come valore assoluto e fondante, a forza di premesse come “Ma chi sono io per giudicare”, a forza di “Prima di parlare conta fino a 10”, diventa difficile riuscire a mettere qualche punto.

Lavoro nella comunicazione, e da parecchio: ho visto nascere Facebook e poi tutti gli altri social [a proposito: oggi chiude Google +]. Sto appiccicato a uno schermo per una decina di ore al giorno e quindi, alla faccia dell’understatement posso dirlo: ho il polso della situazione. E la situazione non è buona.

Non facciamo altro che rimbalzare da un meme all’altro, le nostre conversazioni online non hanno visto alcun progresso, l’innovazione è solo nel mezzo e non nei contenuti.

Franzen anni fa scrisse che «la vera sostanza della nostra vita quotidiana è pura distrazione elettronica» e che «il divario tra contenuto e forma» è particolarmente insidioso. Direi che dipinge il quadro in maniera impeccabile.

Ieri ha tenuto banco l’acqua Evian della Ferragni [che, manco a dirlo, mi sta diventando simpaticissima], oggi un Ministro che farfuglia insensatezze a proposito di tunnel e ponti abitabili [mi ricorda William Gibson], domani lo spread che sale..L’unica differenza tra le chiacchiere da bar e tutto questo è il progressivo ritirarsi delle nostre coscienze all’interno di uno smartphone, nell’illusoria convinzione che ciò che diremo verrà ascoltato da qualcuno di diverso da noi o dalla nostra bolla.

Chiara Ferragni/Evian

L’unico spread che sale è quello metodologico, tra chi ha capito che è appena iniziata una lunga notte e la affronta in modi diversi: chiudendosi in casa armato di letture interessanti e nostalgiche o spargendo meme acchiappalike velenosi nella forma ma innocui come acqua fresca nella sostanza. 

Personalmente alterno le due cose, indeciso se smettere di pensare che ‘una risata vi seppellirà’ o se continuare a ridere per cose come questa:

Bizzarri/Toninelli

Le certezze sono sempre meno, e alla fine si riducono a due: una è che la lunga notte sarà lunga davvero, l’altra è che il meme non è la luce migliore per attraversarla.

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Nota: ho scritto questo post ascoltando ‘Bells & Circles’ di Underworld, Iggy Pop

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