#2019

Sì, beh, lo faccio quasi ogni anno nonostante ci sia poco di più noioso di un bilancio, ma sarò breve, credo.

Intanto: grazie. Grazie a chi ha collaborato al blog, grazie a chi lo ha letto [oh amici, state diventando tantini eh], grazie a chi crede che ci sia luce in fondo al tunnel dei social intesi come unica fonte di approvigionamento di notizie, pareri, approfondimenti. Grazie.

Parlando di blog, vi segnalo codesto articolo che è piuttosto emblematico: lo scrive un giornalista di Motherboard Italia, dicendo sostanzialmebte che usiamo Facebook perché soddisfa il nostro bisogno di raccontare la nostra vita online. È ora di trovare un altro posto in cui farlo.

Lo diciamo da quanto? 10 anni? 😉

Come è andato il 2018? Bene, ma strano. Ho finito delle cose in modo tranquillo, altre meno. Diciamo che molto è stato inaspettato.

Ho terminato a marzo un percorso lavorativo [e non solo] durato dieci anni con degli amici, e credo sia stato un bene perché mi stavo ‘sedendo’ un po’; sedersi per me non è mai buono, e in più mi sento di dare un consiglio a chi, soprattutto tra i giovani, vive nello stesso ambiente di lavoro [o di militanza] da tanto tempo: provate a cambiare. Prospettiva, luogo, persone, metodo. Provate, e vedrete che saprete apprezzare maggiormente il passato per poter affrontare meglio il futuro.

Altri distacchi sono andati meno bene, perché inaspettati, ma tant’è: la vita è questa e si deve andare avanti: a quasi 48 anni ho imparato la lezione del Dr. House quando parla di delusione:

La delusione è la rabbia dei rammolliti

Come a dire: se le persone ti deludono, concentrati su quelle che non lo fanno e lascia le altre al loro destino.

Il 2019 quindi inizierà sotto il segno di tanti cambiamenti, di cose nuove, e mi sento fortunato per questo.

Tornerà Collateradio, con la sua seconda stagione che cercheremo di costruire ancora meglio della prima: vedrete che vi piacerà. Come vedete dalla locandina, non si scherza un cazzo.

Ho lavorato molto, sono stato molto in rete e ho scritto molto, molto, molto meno di quanto avrei voluto, soprattutto qui: mi dispiace, perché come sapete tengo al blog come a poco altro, ma il tempo, il dannato tempo..E non solo, però. Per tenere un livello di contenuti alto ci vuole anche ricerca: abbiamo aperto due nuove sezioni che riguardano i ritagli di giornale e Fragments, la pagina di fotografia a ‘collage’, perchè mai come quest’anno mi sono innamorato delle immagini: fotografia, pittura, design, grafica.

Ho girato in lungo e in largo su Pinterest [qui il mio account, venitemi a trovare], il più bello e italianamente sottovalutato dei social Network. Una fonte di ispirazione continua piena, appunto, di immagini.

Tutto questo per dire che ho dovuto tralasciare la dimensione più personale dei post per dedicarmi al blog in sè, e non me ne pento nonostante le critiche, sempre bene accette, di chi a volte rimpiange un po’ un passato più intimista.

Credo che scriverò di più di cose mie, questo sì, ma questo non è più un blog personale: è una casa che mi piace condividere con altre persone che stimo.

Sono andato un po’ lungo, ma ci voleva.

Amici, grazie ancora per tutto: chi ha contribuito, chi ha letto, chi ha criticato e chi ha elogiato un lavoro che è sempre un piacere fare.

Cercate di stare bene, di essere liberi, di tenerci sempre con voi.

Buon 2019.

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CC BY-NC-ND 4.0 #2019 by CollateralMente is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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