Metti un barione a cena

La notizia è questa: il CERN ha beccato una nuova particella, un barione che non era mai stato osservato prima.

La seconda notizia è che leggendo la notizia [mi incuriosiva il nome. b.a.r.i.o.n.e.: forte come gira sulla lingua, no?] non ho capito letteralmente nulla.

Prima che ve ne andiate, dico subito che la notizia in realtà è un pretesto per fare una piccola riflessione su quanto una sana ammissione di ignoranza possa diventare un’arma potentissima.

La scorsa settimana ero a cena da amici, una di quelle cene in cui si fondono diversi ‘giri’ non comunicanti tra loro: una di quelle che io chiamo ‘cene proviamo e vediamo cosa ne esce‘. Eravamo un buon numero, e in quel buon numero c’era del buono e del meno buono.

Come spesso accade, io ero seduto vicino al peggio di quel ‘meno buono’. Read more

Ma non dici più nulla di politica?

Politica? Dovrei toccarla piano o perlomeno più piano. Dovrei essere più cauto, utilizzare delle prudenze a cui il mio lavoro [perlomeno questa parte del mio lavoro] mi ha abituato. I miei stessi anni mi dovrebbero costringere alla prudenza.

Epperò.

Parlo proprio di politica, addirittura qui, perché mi ritrovo sempre più spesso a leggere le notizie e a non ritrovarmi più in niente di quello che la politica è diventata. Oh lo dicono in tanti, sia chiaro, non è che mi sto inventando un genere e nemmeno la sto buttando nel calderone del ‘tutti ladri, tutti disonesti’, ci mancherebbe.

E’ proprio l’orizzonte, la visione, la strategia, l’approfondimento che sono diventati prima una specie in via di estinzione e poi, seguendo quella via, si sono estinti. Compromessi al ribasso, sempre più al ribasso, sinistra che cerca i voti a destra, becerume xenofobo un tanto al kilo, settantenni che tornano  alla ribalta al solo scopo di vendicarsi di una rottamazione avvenuta a macchia di leopardo, la crisi dei Partiti..i Partiti: solo a pensarci vengono in mente le strofe di ‘nuntereggae più‘ di Rino Gaetano. E la gente, i cittadini, il popolo in mezzo o meglio, in basso, sempre più in basso zavorrato da quei compromessi di cui sopra.

Poi c’è quello che ti dice “Sono tempi così, ma turati il naso e vedrai che la nottata passa”.

Turarsi il naso non toglie la puzza.

Sto raggiungendo un livello di burn out nei confronti della politica che mai ho vissuto prima, e mi cimento in questo contesto da più di 5 minuti, ve lo assicuro; dicono che è diventato tutto liquido, à la Bauman, e che quindi destra, sinistra e centro siano categorie politiche superate e che nel migliore dei casi siamo tutti solo fruitori di democrazia. Nel peggiore, consumatori.

Io non credo.

Viaggio sui mezzi pubblici anche quando ne vorrei fare a meno proprio per osservare, e quello che vedo è tanta gente spaesata, spaventata, confusa e arrabbiata. Succede quando le persone non hanno una direzione.

Vivere in questo paese [e in questo mondo, direi, visto come vanno le cose] è come viaggiare su un aereo i cui piloti sono spariti: il personale di bordo litiga, si accapiglia, si divide per spartirsi le bibite e il cibo, i posti migliori in prima classe. I passeggeri assistono prima attoniti, poi spaventati e infine furiosi perché, cazzo, non ci sono i piloti e voi litigate per le merendine! Ma che fate?

Non è che porti da nessuna parte questo post, non ho le soluzioni ma vivo male questo periodo perché penso alla politica come qualcosa di diverso, e in questo momento non lo è. Voglio dire, la politica non sta facendo politica.

C’erano leader e idee, grandi leader e grandi idee, e adesso non c’è più niente, letteralmente.

Perciò scusate, ma alla domanda “Ma non dici più nulla di politica?” rispondo anche qui come faccio di persona a chi me lo chiede: non parlo di cose che non capisco.